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parole e pensieri
6 febbraio 2010
La Polverini sul nucleare valuterà
http://www.listzblog.com/sitebuildercontent/sitebuilderpictures/chernobyl3.jpg

Senza impegno, ne?

Da sito di Renata:

Mi sembra legittimo che il Governo affidi alla Corte costituzionale il compito di dirimere un conflitto di competenze: definire un atto intimidatorio un ricorso alla Consulta mi sembra un indizio di scarso rispetto delle Istituzioni e un cedimento alla demagogia. Ciò premesso, a prescindere dai problemi di costituzionalità delle leggi in questione, è impensabile che si possano realizzare impianti nucleari senza il consenso delle regioni. Una centrale nucleare non è un problema ideologico, ma un’opportunità da valutare, anche in relazione alla produzione di energia di ogni regione rispetto al fabbisogno del territorio. Nel nostro programma, prima di esprimere una posizione definitiva, valuteremo questi indicatori con grande attenzione.

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6 febbraio 2010
Scompare la detrazione fiscale per treni e bus. Grazie

http://nazionale.rdbcub.it/uploads/pics/bus_stop_01.jpg

Rainews24:

"Abbiamo abbassato le tasse, togliendo l'Ici e togliendo 2 miliardi alle imprese". Lo afferma il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente all'inaugurazione dell'autostrada Pedemontana lombarda.

In vista delle Regionali "i sondaggi danno la nostra coalizione in grandissimo vantaggio, quasi al doppio della sinistra". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente all'inaugurazione della Pedemontana, in corso a Cassano Magnagò.

E a Umberto Bossi, presente a Cassano Magnago, che sottolineava anche il peso del Carroccio, Berlusconi ha risposto: "Guarda Umberto che sono felice che la Lega vada in questa direzione". In particolare, in Lombardia "Formigoni è oltre il 60%".


"I nostri avversari sono sempre arrabbiati e non riesco a capire come riescano a vivere con tutta la rabbia che hanno in corpo; e poi cercano di sfogarsi, buttandomi addosso di tutto e di più, ma io ormai sono immunizzato".

"Piantate alberi"
"Bisogna rendere l'Italia più verde, piantando nuovi alberi. Io credo di essere quello che ne ha piantati di più". E' l'appello ecologista rivolto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, oggi durante l'inaugurazione del cantiere dell'autostrada Pedemontana. "Biosogna rendere più verde la nostra Italia - ha detto Berlusconi collegandosi telefonicamente da Palazzo Chigi - mettendo a dimora un numero importante di nuovi alberi. La Lombardia è grande, piantarne un milione come previsto con la costruzione della Pedemontana va benissimo ma non bastano, ne possiamo mettere molti di più".

C'è stato anche un siparietto con il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, presente alla cerimonia che è intervenuto dicendo: "Silvio, lassa sta', lascia stare, ci pensa la Lega al verde". Berlusconi ha replicato: "Guarda che probabilmente in Italia chi ha piantato più alberi sono stato io".

Pd: Berlusconi continua a prendere in giro gli italiani
"Nessuna riduzione delle tasse, anzi aumenti, per lavoratori e imprese. Senza contare che sono cresciute anche tariffe e costi dei trasporti. Il Pd replica al presidente del Consiglio e nega tagli alla pressione fiscale: "Come al solito il presidente Berlusconi prende in giro gli italiani", afferma il responsabile Economia e Lavoro del partito, Stefano Fassina.

"Innanzitutto - rivendica l'esponente Democratico - è stato il governo Prodi a eliminare l'Ici al 60% delle famiglie. In secondo luogo, il governo Berlusconi le tasse le ha aumentate a lavoratori e imprese, dal momento che ha eliminato numerose detrazioni fiscali, tra le quali: la detrazione del 55% per le ristrutturazioni edilizie finalizzate al risparmio energetico; la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali; la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento degli insegnanti. Sono stati svuotati, mediante il click day, i crediti di imposta per ricerca e innovazione, e per gli investimenti nel Mezzogiorno".

"Inoltre - elenca ancora Fassina - non è stato restituito il fiscal drag degli ultimi due anni ed è stata introdotta una pesante tassa sulle memorie virtuali dei dispositivi elettronici, quantificata, in media, in 100 euro l'anno a famiglia".

"Soprattutto, il governo Berlusconi ha messo le mani nelle tasche degli italiani attraverso l`aumento delle tariffe dell'acqua e del gas, dei pedaggi autostradali, del costo dei biglietti dei treni e degli aerei, dei premi delle assicurazioni", sostiene ancora l'esponente del Pd, e conclude: "Non a caso, nonostante una recessione più pesante della media dell'area euro, abbiamo un`inflazione più alta. Così i lavoratori perdono potere d'acquisto e le imprese competitività".

 

6 febbraio 2010
Elementare, Watson!
Ma non ci arrivo...come mai Morgan non può andare a Sanremo ma va a Porta a Porta? Sempre di Rai si tratta...ma non capisco perchè

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6 febbraio 2010
Il Pd(l) in battaglia contro i Rom.

Manifesto Pd anti-rom ed è rivolta sul web

di Chiara Righetti (Repubblica)
Il manifesto del Pd Il manifesto del Pd

«È davvero il Pdl meno L». Gli internauti sono scatenati contro un manifesto che campeggia da qualche giorno al Quadraro. Il testo? «Abbiamo vinto la battaglia!È finalmente avvenuto lo sgombero del campo rom di via degli Angeli!». Firmato: Pd.

Il campo, circa 70 persone a Torpignattara, è stato smantellato il 16 gennaio. Il manifesto ha fatto arrabbiare il Pdl locale: il consigliere Maurizio Politi ha attaccato «l'incredibile propaganda mediatica» della sinistra per attribuirsi il merito dello sgombero.

Ma ancor meno è piaciuto ai simpatizzanti, che si sono scatenati in rete: «Prrr», titola "Il russo" sul suo blog prima di passare agli insulti; "Punzy" scrive: «Festeggiamo una deportazione». E mentre "Ladytux" trova il manifesto «inquietante», "Ciocci" pensa a una strategia per rubare consensi alla destra.

«L'iniziativa è stata del circolo del Quadraro - spiega Gianluca Santilli, capogruppo Pd del VI municipio - Lo spirito era giusto, la forma infelice». Perché? «Per lo sgombero ci abbiamo messo tre mesi, d'accordo con Ciardi, sindaco, prefetto: benché sapessimo che c'erano casi di Tbc, di prostituzione minorile, abbiamo voluto aspettare finché si fosse trovata una sistemazione dignitosa per tutti. E i nostri servizi sociali erano lì tutti i giorni». Ma il manifesto? «La comunicazione è un'arte. Il problema è che non abbiamo soldi, si fa tutto col volontariato».

(06 febbraio 2010)

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5 febbraio 2010
La filosofia di un blog, questo


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politica interna
4 febbraio 2010
Senza tessere in tasca
http://www.olditaly.net/libri/milione.jpg

Il Riformista insiste: la campagna del tesseramento Pdl è un flop. Siamo ben lontani dal milione annunciato. 

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18 luglio 2009
Marino parla di gay
Roma, 18 lug. - (Adnkronos) - "Dall'Europa sono anni che arrivano a tutti gli stati membri richieste di adeguamento della legislazione nazionale ai parametri europei sui temi legati ai diritti degli omosessuali. In Italia siamo rimasti tra gli ultimi. Non abbiamo nessuna legge ne' di promozione di diritti, ne' contro le discriminazioni". Ospite al Gay village di Roma, ieri sera Ignazio Marino ha annunciato il suo si' alle unioni civili gay sul modello inglese e tedesco.

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POLITICA
17 luglio 2009
Grillo vota alle primarie del Pd
Ho fatto un sogno. E' il giorno delle primarie e Beppe Grillo si presenta al seggio per votare. E' in fila da 10 minuti, qualcuno lo ha riconosciuto e sta inviando sms agli amici per segnalare la sua presenza.

Arrriva il suo turno di voto, chi cura l'urna gli chiede un documento: è proprio lui. Panico: Grillo può votare? Dopo le polemiche sulla sua candidatura virtuale a segretario, dopo il niet alla sua iscrizione (quella con tessera) al partito chissà. Può votare? E chi lo sa? Chi ci aveva pensato?

Il Presidente del seggio va in palla. Chiama il segretario della locale federazione, lo trova. Ma non trova risposta. Bisogna sentire Roma. Serve un editto. Roma si muove, il partito si agita, siamo al secondo colpo di Grillo. Non è stato tesserato, ma può votare?

Dopo 3 ore, dopo uno show improvvisato al seggio dove è in attesa di poter votare, a Grillo dicono che può votare. Alleluja.

Ma il sogno non finisce qui. Grillo ha votato. Dopo circa 300 vaffa, lascia il seggio contento di aver votato. In quel momento, allo stesso seggio, compare Lui. Sì, Berlusconi. Silvio Berlusconi vuole votare per il Pd.

La prima reazione del Presidente di seggio è la stizza. <<'Ste sfighe tutte a me?>>E' sconsolato. Parte un'altra girandola di telefonate. Berlusconi è al seggio. Potrà votare?

E qui inizia il problema. Berlusconi è un avversario politico, appartiene ad un altro partito. Ma dire che tutti gli eletti di un partito avversario siano inibiti o impossibilitati a votare sarebbe dire il falso. Nessuno li conosce tutti. E quindi tanti potrebbero aver votato, dicendo di condividere i principi del Pd, poi magari sono eletti o iscritti del Pdl. Possibile bloccarli tutti? (Impossibile, concordo).

Allora: se non blocco gli altri (e come potrei!) come fermare B. che vuole votare per il Pd? Cerchiamo argomenti. Sicuramente B. è il Presidente di un partito che ha dei valori, degli ideali. Se leggiamo lo statuto del Pdl (e non ne abbiamo bisogno) siamo sicuri di trovare valori e ideali contrari a quelli del Pd? Pare improbabile. Credo, anche senza andare a leggerlo, che lo statuto del Pdl preveda solo cose chiare, lineari, conformi a legge, libertarie e liberali. Sono principi contrari a quelli del Pd? Contrari all'etica di Stato?

Allora...su che base si potrebbe dire: caro B., il Pd fa primarie aperte ma tu non voti? B., esponente riconoscibile del Pdl è sostanzialmente un cittadino che partecipa a primarie aperte. Perchè a lui si potrebbe dire di no, tu non voti, mentre a X, sconosciuto militante del Pdl (o leghista), si dice sì?

La verità è che questo Pd, che ha finora riununciato a fare chiarezza su cosa sono le primarie, su quando e come usarle, si serve di uno strumento ambiguo (le elezioni primarie appunto) che genera (solo) confusione e non risolve il problema della natura (la vocazione si direbbe meglio) del Pd.

Un partito che deve ritrovare presto un'identità e fare opposizione. Sapendo per tempo a chi la fa e come la fa.


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POLITICA
15 luglio 2009
Cultura di Governo: dopo il (fu) rompi..glioni arriva la testa di c...o
Ormai è permesso tutto...



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POLITICA
15 luglio 2009
La resistibile ascesa di Grillo
Inutile negarci che Grillo ha toccato un nervo scoperto del Pd. Il problema se questo partito è scalabile (sì, scalabile, quasi fosse una società per azioni).

Ricordo la visita di Beppe a Cantù nel 2005, poco prima delle elezioni regionale. Al PalaOregon. Allora si intravedeva l'interesse del comico per la politica. La prima parte del suo spettacolo era "tarata" sulla realtà locale: di lì a breve ci sarebbe stata la consultazione. Una prima parte preparata con dovizia di particolari, con informazioni dettagliate, precise. A tratti ho persino pensato che avesse notizie di prima mano. Potere dei comici mi sono detto. Ben sapendo però che "il circo Grillo" non è una cosa improvvisata: è un'organizzazione rodata, dove nulla è lasciato al caso e dove le cose sono giustapposte in modo rigoroso e faceto.

I collaboratori di Grillo si erano immersi nella realtà locale, avevano cercato il diavolo nei dettagli e alla fine aveno smascherato i giochi della politica mettendola alla berlina, senza essere nè di destra nè di sinitra (ma gran parte di questa prima parte fu proprio dedicata al centrodestra, perchè a Como e provincia il centrosinistra è difficile che faccia notizia).

Ebbene non ero sorpreso. Il solito Grillo: documentato, accattivante, dissacrante e capace di dire quelle verità che talvolta la stampa di nega o che le procure capiscono troppo tardi.

Un pò come nei casi Cirio, Parmalat, Telecom. Un pò come i castelli della finanza smontati da un comico (un comico, capite? non un esperto di finanza, un banchiere o un agente di borsa. Proprio un comico). Il comico che poi, sul caso Parmalat, anticipando tutti, disse come stavano le cose, parlò di Tanzi, dei conti che non tornavano, delle operazioni "estero su estero", delle società offshore. Capite che anche i magistrati, chi indagava su Tanzi e sulla Parmalat (quella del latte micofiltrato fresco a 7 giorni per capirci) non potè che constatare che Grillo avevo attinto solo da documenti pubblici, dalla "penne pulite" della stampa, da chi era davvero intenzionato a fare informazione libera e a favore del consumatore (web compreso).

Cosa voglio dire? Voglio solo dire che oggi Grillo, con un colpo di teatro al quale non è nuovo, decide di candidarsi per il Pd. Qualcuno ha visto in questa mossa una operazione eterodiretta (come dire: da chi è manovrato?). E giù con la ridda di ipotesi (Di Pietro su tutte).

Ma la realtà sembra un'altra. L'operazione "segretario del Pd" sembra studiata a tavolino con regole mediatiche e senza tanti misteri a monte.

Grillo è consapevole di avere un'immagine pubblica "pesante". Di essere conosciuto, riconoscibile e di poter far passare messaggi all'opinione pubblica.

Non servono quindi mandanti nell'operazione di scalata del Pd. Complice lo statuto Stranamore del partito (di cui ancora oggi possiamo ringraziare Veltroni, Vassallo e Ceccanti) Grillo ha ipotizzato di lanciare un'opa sul Pd. Insomma: il Pd è scalabile come qualsiasi azienda quotata in Borsa.

Le armi per questa guerra sono in verità molto rudimentali. Intanto, nonostante l'immagine, Grillo è incompatibile con il Pd per sua stessa e reiterata ammissione. Inoltre non deve sfuggire proprio il fatto che Grillo ha calcolato gli effetti della sua mossa. Dopo l'annuncio il Pd si sarebbe mosso, avrebbe reagito. Ecco sta qui il punto: come ha regito il Pd.

Anzitto con la pessima figura di Piero Fassino che, dimentico del regolamento approvato dalla direzione nazionale, ha ipotizzato l'incompatibilità di Grillo per la semplice iscrizione, mentre, come è facilmente appurabile, già il voto di direzione richiedeva, per la candidatura alla segreteria, l'iscrizione alla data dell'approvazione del regolamento congressuale stesso.

Ma il partito non si è fermato qui: qualcuno (e dico Marino e Adinolfi) ha pensato bene di mandare il messaggio che Grillo è il benvenuto e che per lui c'è posto (non so poi se qualcuno ha visto che ipoteticamente Crespi dà Grillo al 20%).

Ora io non pretendo che Marino e Adinolfi capiscano il danno che fanno al Pd in questo modo. Ma quello che mi sembra davvero ipocrita è che oggi ci sia il silenzio dell'indecenza. E l'indecenza è lo Statuto del Pd, che nato per soddisfare la vocazione maggioritaria tanto decantata quanto incomprensibile del partito, ha aperto lo spazio ad una diga in piena che può abbattere il partito stesso.

Per assurdo: supponiamo che qualcuno voglia scalare il Pd. Per scalarlo internamente non ci vuole molto: Berlusconi per esempio potrebbe tesserare circa 1 000 000 di persone a 15€, circa trenta miliardi delle vecchie lire. E così la conta interna è fatta.

Ma senza assurdo possiamo concludere con una certezza: Beppe Grillo, quello preparato e capace, ha valutato che qualcuno gli avrebbe opposto i regolamenti (i regolamenti!) che impongono di essere tesserati al 26 giugno per concorrere alla Segreteria. Ma se Grillo sapeva questo, sapeva anche che sarebbe stato facile dire i regolamenti e i dirigenti non vogliono gente nuova ed esterna. Capito? Basta l'arma mediatica. Non conta il regolamento in sè, ma basta dire che i dirigenti non ti vogliono e da questo consegue tutto: che il partito è chiuso, che c'è la casta e via dicendo.

(Sia chiaro: ogni associazione ha delle regole, chiare, scritte e quindi esplicite. Chi non le rispetta o è incompatibile non può far parte dell'associazione. Grillo è così per il Pd. Ma chi crede al Pd? Chi crede che si voglia il nuovo, che si cerchi un candidato premier se poi si butta fuori chi tenta la scalata?)

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